... ma montagne con cui stare.
“𝑁𝑜𝑛 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑑𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑞𝑢𝑖𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑚𝑎 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒” ribadisce spesso Alessandro Bergonzoni.
Vi chiedete mai perché non siamo capaci di STARE in pace con le altre persone? È un rischio la vicinanza: potremmo accorgerci che l’altro, che temiamo o di cui, se va bene, abbiamo solo diffidenza, ci assomiglia più di quanto vorremmo. Nel bene e nel male.
Anche in montagna abitano popoli.
Quelli che ci vivono da generazioni, e quelli che non hanno voce umana: le piante, gli animali, i funghi, tanto per nominare i più facilmente riconoscibili. Eppure ci arriviamo spesso con lo spirito frettoloso di chi ha solo una vetta da spuntare e una foto da esibire come prova.
Non esistono montagne da conquistare, ma montagne con cui stare.
La montagna sembra immutabile, invece è un sistema fragile e complesso, fatto di equilibri e interazioni che a volte fatichiamo a riconoscere. E di cui spesso siamo inconsapevoli disturbatori.
Se la scelta più rispettosa fosse non andare dove sappiamo esserci fin troppa gente? Se fosse non postare le nostre "conquiste"?
Se fosse scegliere un altro luogo - non come ripiego - ma con la certezza che la montagna, sempre, ha qualcosa in serbo per chi sa starci: una valle che nessuno cita, un bosco dove incontri solo il vento, una forcella senza gloria che restituisce più di una vetta famosa.
Foto: incontri del terzo tipo in Val Da Rin.
Federica 💜
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