Sulle tracce della Nike...

Pubblicato il 9 maggio 2026 alle ore 19:58

..."Scegli un'isola greca."

Io, che ho una certa ossessione per le cartine, mi sono messa a scrutare una per una l'intera costellazione di isole disseminate nel blu del Mar Egeo. Procedendo da sud verso nord, escludendo questa perché ha un nome troppo familiare, l'altra perché ha l'aeroporto, questa perché troppo lontana dalla costa, quella perché rinomata per la movida e gli intrattenimenti, che noi cerchiamo di evitare come la peste.
Il mio dito/bussola punta l'Egeo settentrionale: "Andiamo qui!".

Un'isola che pare una montagna naufragata, con una storia antica scolpita nella roccia come la sua statua più famosa.

Un'isola che profuma di moussaka e feta al forno, e ti risveglia la mattina con pasta fillo calda e fragrante ripiena, a scelta, di crema o spinaci.

Un'isola brulla e rigogliosa insieme, come un Giano bifronte geografico che stupisce con strette valli incise dai torrenti, un'isola di cascate e vasche cristalline.

Un'isola di platani e castagni dalle dimensioni tali da incutere soggezione, di sentieri inghiottiti da felci e gigari, e di notti silenziose di cicale e canti di assiolo.

Un'isola avara di spiagge, ma quelle poche di una bellezza surreale come Kipos, "finisterre" di ciottoli neri, timida e grandiosa ai piedi del ripido versante nordorientale del monte Fengari.

Un'isola sonnolenta e vivace, casta e illibata, un'isola che invoglia a fermarsi, per una settimana, un mese o per sempre.

Un'isola dove si invita i visitatori a non mettere i solari prima di bagnarsi nelle limpide acque dei suoi torrenti, ma tanto la maggior parte oltre alla crema non mette nemmeno il costume.

Samotracia.

Fatevi stregare dalle destinazioni insolite, e cercate - magari su una vecchia cartina - i luoghi di cui non ha ancora parlato nessuno.

Federica.

Foto: lungo la "strada" per Kipos.

 

Federica

💚

 

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